Ritorno a scrivere dopo un anno (!) sulle pagine di questo blog e lo faccio con un raccontino che avevo scritto con l'intenzione di partecipare a un concorso a tema. Ho preso l'impegno formale con me stessa di scrivere con continuità su queste pagine perché sostanzialmente ne ho voglia (la formalità dell'impegno cade da sé con questa premessa...); ho cambiato tema, quello precedente mi sembrava ridondante. A presto dunque e buona lettura!Mi ritroverò a pesare un quintale; perché la mia tiroide si fa i cazzi suoi senza tenere presente che sono io che la ospito; mi dovrebbe perlomeno un po' di puntualità. lo strofinaccio profuma di sapone di Marsiglia, li lavo solo con quel tipo di sapone. Niente lavatrice, niente additivi disinfettanti, niente sbiancanti ottici. Il cibo è sacro, non va contaminato con porcherie fasulle.
Mi hanno parlato di una spezia originale e buffa, sembra un gelso bianco, ma più allungato e stretto, pepe lungo si chiama. È pure grigio, in realtà non sembra un gelso bianco, però pare che con le fragole si sposi bene per cui oggi preparerò dei dolcetti. In generale ne preparo 20, perché la teglia da forno per i muffin tanti buchi ha; 10 li mangio subito, bollenti e 'sti cavoli del balletto grottesco che ne consegue, gli altri se non viene nessuno a rompere li mangerò freddi, mentre guardo un telefilm in streaming in lingua coi sottotitoli di quelli che per la loro mediocrità mi fanno sentire geniale; magari con un bel bicchiere di latte freddo di frigo che in estate è l'ideale, così come peraltro d'inverno.
Le cosce con l'estate prendono a strusciare l'una contro l'altra ed è un gran casino mettere le gonne, sebbene di metterle non me ne freghi nulla. Qualche soluzione l'ho provata, giusto per indossarle ogni tanto, in fondo le ho pagate un sacco di soldi. La crema Nivea, quella col petrolio. Pare che il petrolio sia cancerogeno però è grasso a sufficienza per ungere ben bene e a lungo. Ma non è mai abbastanza e entrare in un negozio d'abbigliamento per far finta di provare un capo solo per entrare in camerino e ripetere l'operazione “spalmaggio” non è sempre comodo. Specie se fa un caldo tremendo e tu sudi come un salame al sole. Perché sei grassa. Non avresti di questi problemi altrimenti. Sul divano sembra che il problema non esista. Le cosce sudano e pure il didietro. Lo senti perché si va creando una sorta di irreale fresco da sudore. Quando ti alzi è stacchi la stoffa dalla pelle è una goduria, una ventata di aria fredda ti rimette al mondo. Poi però è una tortura da cui proteggersi perché non è bello fare i conti con la pelle gonfia e rossa; ogni passo è una sofferenza. Allora provi col talco. Il talco mentolato pare l'abbiano inventato per alleviare il prurito da varicella. Bravi inventori del talco mentolato!, mi salvate la vita. Sebbene dopo poco la questione riccioli di talco tra le pieghe della pelle delicata si faccia pressante. I mutandoni, quelli sì; però cazzo! Ho trent'anni. Mi fa vomitare l'idea di andarmene a passeggio con i mutandoni sotto la gonna. A quel punto metto i pantaloni. Anche se l'idea di avere un motivo per vomitare non mi faccia schifo. Riuscissi a vomitare un po' di quel che mangio non sarebbe tutta questa tragedia.
Per questo amo l'inverno e per un po' ho amato anche i pantaloni di lino e l'alga combu. Ché se ne metti un po' nella minestra cavolo se ti depura!. Solo che io minestre non ne mangio, fatta eccezione per quella di cipolle alla francese, per cui l'alga sta ancora nel pensile stretto in cucina. A mia suocera ho detto che l'ho usata tutta. Lei non se l'è bevuta. Sono grassa come prima.
1 commenti:
bentornata. A.
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