Ciò che vivo è accaduto prima d'ora e accadrà di nuovo.
Prendere in mano, figuratamente, una penna e scrivere.
A volte è l'unica cosa che riesca davvero a riconciliarmi con il mondo. Con il mondo intero, anche quello che detesto anche quello che mi delude e spaventa.
Non correggo mai ciò che scrivo (se si tratta di scrittura intima), non ho bisogno di riflettere, non cerco le parole, soprattutto non cerco le parole giuste.
Probabilmente è per questo che quando metto il punto finale mi sento sollevata e libera. Probabilmente è una traccia della fiducia che in me ancora c'è verso le persone, nei confronti di chi legge.
Mettersi a nudo non è semplice. Il mio intimo pensiero si scopre e si mostra, nuda pelle, senza orpelli e maschere e io ne ricevo beneficio. E sono grata a me stessa per questo regalo che ogni giorno mi concedo; anche se a volte non basta. In certi giorni non è sufficiente.
E mi sento esposta all'aria ma senza alito di vento, tutta intorpidita dal freddo, immota. Nella nebbia greve del crepuscolo, quella carica di bruma, quella che si posa leggera sui panni che indosso, sulla pelle, e senza lasciare che me ne accorga mi bagna e si raffredda. E mi gela, fino alle ossa.
Altri giorni un senso di ferina allerta mi protegge da sguardi e parole che lambiscono il mio volto, che blandiscono con lusinghe, che aggrediscono con il tono crudele di chi si ritrova con le spalle al muro e nell'atto di salvarsi la pelle cerca di strappare quella altrui.
Chi sono io? Che cosa sono? Non lo so. So cosa non sono e questo mi rassicura e abbraccia.
Vorrei riuscire a cesellare me stessa. Ornarmi di incisioni eleganti e raffinate; abbellirmi con vittoriani orpelli. E invece inseguo la mia semplicità con cautela, ne ripercorro le tracce per sentieri ripidi e sassosi. E la ritrovo, sempre, in agguato, con i sensi allerta a qualsivoglia mio tentativo di mascherarmi e mi scopre, mi sorprende e mostra. E io, come una fiera, alzo la fronte al cielo e strappo alla nebbia qualche refolo fresco, qualche intenso respiro.
Il titolo è un verso di Ungaretti
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3 settimane fa
3 commenti:
anima persa, tra anime nulle, piene di vuoto o di cipolline andate a male
Non ti conosco ma da quello che leggo io lo so cosa sei. Secondo me sei una raffinata scrittrice
grazie per il complimento, sei molto gentile.
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