Questa notte non ho dormito molto. Risentivo della serata malinconica cui mi ero volontariamente votata. Oggi è il mio compleanno e, caso raro, ho tutti i miei parenti attorno. So bene che se sono qui così numerosi è soprattutto per Elisa che domani compie un anno, ma mi fa piacere pensare che siano qui anche per me.
In passato per i miei compleanni senesi ricevevo un biglietto con ben ripiegate dentro cinquantamila lire.
Le mettevo da parte per il cinema. Riuscivo ad andarci anche più di sette volte. Ce n'era uno in cui amavo andare da sola: il Cinema Nuovo Pendola.
Era vicino a casa mia. Stava in cima a una salita molto ripida, per niente amichevole come spesso sono le strade senesi, che, ingannevoli, ti accolgono e riparano tra mura calde di un morbido bruno, trascinandoti in sensazioni antiche e al contempo lasciandoti senza fiato, soffocato da aria umida e stantia.
Ci andavo da sola perché un tempo ero restia alla condivisione delle impressioni, preferivo appuntare su un taccuino lo sgomento lasciatomi addosso dallo scampanio celeste in coda a un film che ho amato molto, Le onde del destino, di Lars von Trier: decollamento di un re piuttosto che sua incoronazione.
Ascoltavo molto, mi facevo delle idee. Non so quando io abbia realmente iniziato a condividere o perlomeno a cercare di farlo.
Però sono contenta di averlo fatto.
compleanni
martedì 16 febbraio 2010
Pubblicato da
barbara
alle
13:12
2
commenti
Leggende d'inverno
martedì 2 febbraio 2010
Elisa ha una passione per Winnie Pooh, l'orsetto goffo e goloso nato dalla fantasia di Milne.
In questi ultimi giorni è un continuo loop di una storia incentrata sulla dolce consapevolezza che ogni periodo dell'anno, ogni stagione, ha qualcosa di originale e bello di cui godere.
Scopro così che il 2 febbraio è il giorno della marmotta, da decenni celebrato negli Stati Uniti e in Canada. Sulle spalle di una timida marmotta è un importante verdetto: verrà la primavera o l'inverno resterà freddo ancora a lungo?
La leggenda vuole che le marmotte abbiano la capacità di prevederlo grazie alla propria ombra. Basta, infatti, osservare la tana di una marmotta e aspettare che l'animaletto faccia capolino: se c'è il sole e vede la propria ombra gigantesca, proiettata davanti a sé sul terreno e si rituffa spaventata nella tana, allora la primavera è ancora di là da venire, al contrario se la giornata è nuvolosa e non c'è modo di vedere l'ombra allora presto sarà primavera.
Mi chiedo perché mia figlia debba essere informata o abbia la possibilità di conoscere questa simpatica tradizione statunitense e invece non esista un cartone che narri la storia dei giorni della merla.
Storia peraltro dolce, buffa e tipica. Ho provato a cercare un libro per bambini che la raccontasse, ma nessun becco giallo ha fatto capolino tra le pagine web e me ne dispiace.
A causa del freddo penetrante e del vento gelido una bellissima e bianca mamma merla (prima di quel giorno i merli erano bianchi) trova riparo per sé e i suoi pulcini in un camino tiepido e accogliente. Rimane lì al sicuro per tre giorni, poi, per rispondere al richiamo di papà merlo (bianchissimo anche lui) esce allo scoperto. Papà merlo stenta a riconoscerla! è tutta nera! Da allora i merli sono neri come la fuliggine.
Quindi grazie alla cara mamma merla ci ha con premura indicato i giorni più freddi dell'anno e, perlomeno qui a Roma, sembra averci azzeccato davvero. Questa bella giornata di sole fa ben sperare... chissà che ne dicono le marmotte!
Pubblicato da
barbara
alle
10:14
2
commenti
Etichette: i giorni della merla, il giorno della marmotta