il ritardo, cronico, del mio cuore

martedì 8 settembre 2009

La mia bimba è nata sei mesi fa. Da allora sono una mamma.
Trafelata lo sono da ben prima che Elisa nascesse; adesso, oggi, lo sono di più ma non credo sia dovuto alla maternità, perlomeno non del tutto, non dal punto di vista, intimo, del mio approccio alla vita.

Sebbene molti dicessero il contrario, quando ho scoperto di essere incinta non ho sentito quel calore soffuso che dovrebbe avvolgere tutte le future mamme, mi sono sentita confusa, sorpresa.
Sebbene molti dicessero il contrario, non mi sono sentita “mamma” nemmeno quando ho sentito per la prima volta battere il suo cuore, mi sono sentita incuriosita, allegra.
Non "mamma".
E questo, sì, mi ha reso trafelata; non frenetica, piuttosto impaziente di essere pervasa da questo senso di completezza che dà la maternità.
E ansiosa, in affanno, per il ritardo cronico del mio cuore.

Poi la mia bimba è nata; il giorno del mio compleanno, con due settimane di ritardo mi si sono rotte le acque. Un compleanno ben strano, una sorpresa davvero tale.
E il giorno dopo ecco Elisa; lo sguardo profondo, il visetto tondo, le manine curiose.

E perché quel giorno oltre che nella mia mente rimanga, oggi ho deciso di fermare i miei pensieri qui, tra le pagine di questo blog, per condividerli; perché, come con Elisa, è condividendo che davvero si è e non semplicemente “ci si sente”.

3 commenti:

massimo ha detto...

come sei lirica!

Piera ha detto...

Questo blog è una meraviglia. Dal titolo alla grafica, per non parlare del testo...poetico quanto vero! Esprime il sentire non detto, imploso, di chi è mamma come te e ancora, da un po' più di tempo di te e ciononostante ancora non se ne fa una ragione, ancora non si è adeguata, abituata al nuovo "status", ancora si meraviglia, ancora è in emergenza e al tempo stesso in ritardo cronico, come ben hai suggerito. Ci voleva questo post come posto dove dare voce al non detto, all'imploso della madre non sacrificale. Alla madre che è lavorata dal dubbio e dalla meraviglia con tutti i loro rovesci. Capiterà senz'altro anche a te, magari all'aperto, magari in qualche contesto urbano, che sentirai una voce che chiama "mamma, mamma, mamma" e tu ti chiederai ma chi è che chiama e soprattutto ma con chi è che ce l'ha quella li? Piera

barbara ha detto...

Piera, hai colto in pieno il senso. Del resto già mi capivi, senza bisogno di molte parole, quando in ufficio sfogavo con te i miei dubbi e le mie meraviglie. :*

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