È molto faticoso scrivere quando si ha la mente affollata di pensieri grevi.
Trovarsi dinanzi alla cruda evidenza di quanto tutto possa rivelarsi effimero smarrisce, sconvolge. Lascia muto il pensiero, lascia muto il cuore.
Giochi con la tua bambina, le sorridi, lei prova a parlare, non ci riesce; e allora emette degli strilletti acuti, ridacchiando e rotolandosi sul letto infervorata da un papà che fa altrettanto.
Sei felice e niente potrebbe cambiare questo stato di grazia.
Sei semplicemente felice.
Poi squilla il telefono e dall'altra parte c'è una persona forte, forte come una roccia, che con voce calma ti chiama per nome e ti saluta. Una persona che non abita a Roma di solito, ma allora perché lo 06 del prefisso?
Mi si fa buio intorno e capisco ancora prima che parli; e vorrei andarle incontro, anticiparla. Vorrei risparmiarle almeno il dolore del "mettere al corrente". Ma non faccio in tempo, perché dall'altra parte c'è una persona che ha metabolizzato un dolore inavvicinabile e con calma, decisa, ti spiega e racconta. E mentre racconta il tuo pensiero si muove, lento, soffocante e vorresti, e vuoi, trovare le parole, quelle giuste, quelle opportune. Ma hai l'abitudine alla parola, parli, parli; la parola è il tuo mestiere; è il tuo mestiere! Eppure attorno alle tue labbra c'è il vuoto. Assenza, mancanza, lontananza.
Sono effimeri i sorrisi, lo saranno anche le lacrime. Questo è ciò su cui mi concentro e in cui per qualche istante trovo riparo.
Jacques Prévert un giorno scrisse questi versi. E qui li lascio per un'amica.
Immenso e rosso/ sopra il Grand Palais/ Il sole d'inverno appare e scompare/ come lui il mio cuore sparirà/ e tutto il mio sangue se ne andrà/ se ne andrà in cerca di te/ mio amore, mia beltà/ e ti ritroverà/ Là dove tu sei.
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3 settimane fa
2 commenti:
le parole, tesoro mio grande, non servivano...ecco perche' non le hai trovate, tu che ne possiedi di cosi' preziose...la tua presenza, la tua e quella della tua meravigliosa bambina, del tuo carissimo compagno, quella c'era e vi tengo stretti al mio cuore: come sempre, oggi piu' che mai, mi ritengo fortunata ad avervi. Vi adoro
E' faticoso ma liberatorio, ti libera la mente e ti alleggerisce il cuore, le parole scritte o dette non sono mai inutili e ti aiutano anche ad accompagnare le lacrime . il dolore a volte con il silenzio diventa un macigno difficile da alleviare ,diventa poi parte di te e ....,anche se pensi che lo fai perché è il tuo mestiere fallo scrivi continua a scrivere.
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