L’uscita mattutina, mia e dell’Annina

mercoledì 9 settembre 2009

Qualche giorno fa ero dal panettiere; sublimata dalle fragranze e da pizzette invitanti, sulle prime non ho fatto molto caso alla discussione in atto con una cliente. Lui giovane uomo sulla quarantina, lei anziana signora sulla settantina.
L’argomento della discussione era “come la nostra vita da italiani sia resa difficile, e peggiore, dagli immigrati”.
Il giovane uomo forse era stato appena mollato da una bella cingalese perché aveva proprio il coltello tra i denti, l’anziana signora cercava di portare avanti una pallida difesa di “queste che sono comunque delle persone garbate”.

Decido di non intervenire, di solito mi impiccio ma quella mattina non ne avevo voglia e, soprattutto l’odore del pane mi aveva messo appetito e quando ho fame sono meno sveglia del solito.
Però, a un certo punto, in mezzo a un sacco di castronerie, sento questa affermazione: “e poi, questi ci rubano il posto agli asili nido, i posti agli asili nido comunali li prendono solo loro”.
Allora, io so che non è così! A questo punto intervengo e affermo, stranamente con pacatezza, che la mia bambina, pur non essendo extracomunitaria, sebbene sia figlia di migranti, è stata accettata all’asilo comunale e che il criterio di assegnazione dei posti è quello di favorire le madri che lavorano (gli asili nido sono nati per questo). Considerato il fatto che la maggior parte degli immigrati un lavoro non ce l’ha o se ce l’ha non ha la possibilità di dimostrarlo, ecco che, per assurdo, gli asili nido sono assolutamente, sebbene non del tutto, popolati da bimbi italiani.
Non a caso succede che nello stesso quartiere (Elisa frequenta il nido di fianco alla famosa “Carlo Pisacane”) quando gli immigrati hanno il diritto di iscrivere i propri bambini alla scuola dell’infanzia (o scuola materna) e poi alla scuola elementare, a quel punto i bimbi italiani scappano verso scuole “migliori”, verso il Pigneto e gli immigrati restano alla Marranella, portando le statistiche sui giornali.

Considerato che la mia era un’oggettiva verità maturata da un’esperienza diretta non mi sono fatta invischiare nella polemica, non ho comprato nulla e sono andata da un altro panettiere che, però, non aveva le pizzette (ah! il prezzo della lotta sociale!).

Questa discussione mi ha fatto ripensare al giorno dell’incontro con i genitori degli altri bimbi del nido. C’erano genitori di tutti i tipi (sono per natura curiosa, quindi osservo) ma una coppia mi ha colpito sopra a tutte (ahimè stranieri): lei vestita con un abito vaporoso, i tacchi e con un’acconciatura e un trucco da sera; lui con abito da cerimonia e cravatta; la bimba con un vestitino di tulle e seta color panna e le scarpine di seta anch’esse.
Sulle prime ho pensato che avessero caricato quell’incontro di un tale significato da pensare necessaria un’eleganza fuori contesto.
Poi, imbeccata dalla mia disincantata sorella che mi accompagnava, ho pensato a una seconda opzione (che sarebbe confermata dal loro andar via in netto anticipo rispetto alla fine dell’incontro) e cioè che il giorno prima avessero battezzato la bimba e avessero tirato tardi e visto che c’erano…
Non saprei, di certo ho ripensato a dei versi di Caproni su una certa Annina:

Andava in alba e in trina
pari a un’operaia regina.
Andava col volto franco
(ma cauto, e vergine, il fianco)
e tutta di lei risuonava
al suo tacchettio la contrada.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

bello quest'odore di pane mattutino
(ape operosa:)

Chiara ha detto...

Parliamo invece del mozzicatore, che io trovo sia un' amicizia molto educativa per Elisa.
Ma tu non condividi i miei metodi brutali (anche se funzionano).
L'altro panettiere non ha neanche la scrocchiarella e non gli interessano i progressi di Elisa, non capisco perchè hai boicottato lui mentre invece secondo me dovevi mettere lo sgambetto alla vecchia.
Spero di essere stata abbastanza grottesca e di non aver fatto troppi errori di grammatica.

barbara ha detto...

Il mozzicatore è il miglior amico di Elisa; lui aveva la maglietta con sopra scritto "tigger" e io le ho sapientemente messo quella che recita "tigger is my friend". ;)

piera ha detto...

Meraviglioso racconto! Senza parole!

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