Il valore delle cose e delle parole

domenica 20 settembre 2009

Pensavamo fosse la domenica del riuso e stavamo andando al mercatino per lasciare un po' di vecchi libri e dei maglioni che non usiamo più e a prendere un portaritratti visto che l'unica foto del mio matrimonio che aveva trovato spazio tra le altre è stata soppiantata da un'Elisa sorridente.

Quello del riuso è un concetto a me molto caro perché sono convinta che ogni cosa abbia un valore di per sé, a prescindere dall'uso che se ne faccia; valore che rimane al di là del tempo e che può ogni volta cambiare e rinnovarsi. Dei vecchi bicchieri colorati, seppur sbeccati, possono diventare dei segnaposto su una tavola natalizia; una brocca di cristallo dal dubbio gusto può trasformarsi in un bel portafiori; una vecchia scatola di latta diventare lo scrigno contenente alcuni tra i tuoi più preziosi ricordi.

Spero sia questo il concetto passato a mio marito e non uno sbrigativo e sollevato "liberarsi di cose inutili".
Pensavamo fosse la domenica del riuso (non lo è, si tratta di domenica 26 settembre) e ne parlavamo, in macchina, concitati.

Un momento di silenzio, il tempo stava cambiando e saliva una densa umidità dopo la pioggia.
E squillante e dolce assieme "papà!".
Ci voltiamo all'unisono; guardiamo Elisa, ci guardiamo negli occhi. Entrambi stupefatti.

Oggi Elisa ha detto la sua prima parola.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Brividi
(Angela)

Anonimo ha detto...

commozione... vedi che era quella la parola che covava ;)
a

Anonimo ha detto...

Evviva! Siamo emozionati e felici.
(i nonni)

Anonimo ha detto...

il mondo e' tuo ragazza!
zia Cla

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