A ciascuno la sua platea

domenica 13 settembre 2009

È la capacità di non muovermi dalle decisioni prese che sostanzialmente mi manca.
Trito e ritrito pensieri e opinioni ma alla fine medio con me stessa e cerco punti di contatto.
Qualche tempo fa questo non sarebbe avvenuto; qualche tempo fa io non sarei indietreggiata davanti a nulla, anche dinanzi alle palesi, ingiuste discriminazioni e preferenze.
Oggi, invece, mi ritrovo a far pace con il lato battagliero del mio carattere, a sedarlo, nonostante siano tante le occasioni, in questi ultimi mesi, in cui io sia stata mortificata o sottovalutata.

Ed è davvero, davvero, tutto molto più semplice.
Lasciamo stare il risvolto biliare che questo atteggiamento comporta e che prima o poi si riconquisterà una via di fuga e tornerà allo scoperto; lasciamolo da parte e concentriamoci sul fattore quieto vivere; è sorprendentemente, comodamente e semplicemente facile!
È semplice sorridere sornioni a delle affermazioni che dentro ti fanno ribollire il sangue, è facile annuire e dire cose senza alcuno spessore e ottenere consensi dal tuo interlocutore. E so il perché di tutto questo. Ma vorrei arrivarci un gradino alla volta.

Quando ho scoperto di essere incinta, volente o nolente, ho avuto un po' più cura di me stessa. Nel senso che la mia naturale tendenza alla "lotta" per le cose in cui credo (e non si tratta di massimi sistemi, quanto piuttosto del perché comprare biologico o meno, per esempio...) o alla difesa delle mie personali convinzioni, ha lasciato il passo, lentamente ma inesorabilmente, a una tendenza al "lasciar correre" che non mi apparteneva (e sostanzialmente non mi appartiene). Credo sia naturale e atavico: impari a proteggerti. E così è stato ancora più incisivamente quando Elisa è nata. E da allora (vuoi anche per una maggiore attenzione ai bisogni e alle necessità della bimba) la "tolleranza" si mantiene stabile.
Lasciando sempre da parte i livelli di bile.

Il pugno di ferro in guanto di velluto di cui parla Obama; forse si tratta proprio della stessa cosa, in grande e in piccolo.

Se ve ne parlo ora è perché stamane, appena sveglia, ho riletto dei versi di Prévert cui sono molto legata e che stanotte mi ronzavano in testa.

Ha messo la sua testa il domatore/nella gola del leone/io/ho infilato due dita solamente/nel gargarozzo dell'Alta Società/ed essa non ha avuto il tempo/di mordermi/Anzi semplicemente/urlando ha vomitato/un po' della dorata bile/a cui è tanto affezionata/Per riuscire in questo giuoco/utile e divertente/Lavarsi le dita/accuratamente/in una pinta di buon sangue/A ognuno la sua platea.

Comunque, dicevo, è stato ed è semplice perché, banalmente, la gente (la maggior parte della gente) non ascolta. Non serve a nulla dibattere con alcuni perché, ancorati al proprio punto di vista, non prestano alcuna attenzione al tuo. E allora, arrabbiarsi non serve, soffrire nemmeno, rimuginare tanto meno. Che sia un "no!" deciso o un "eh già!" sorridente non cambia nulla perché tanto taluni ascoltano solo la propria voce e se hanno qualche reazione ai "No!" è semplicemente perché nel dire "no!" il tono necessariamente si alza e un po' scuote. È una questione di toni non di significati.

Alcuni sono incantati dalla propria voce. E beati loro.
E beata me che ho più tempo da dedicare a coltivare il mio punto di vista e più serenità da infondere alla mia bimba.
A ciascuno la sua platea. E a me la mia ristretta, dolce, confortante platea degli affetti.

2 commenti:

Panzallaria - mammablogger ha detto...

ciao, complimenti per il blog. ti aggiungo su mammablogger.net e ripasserò a leggerti. i disegni sono poi meravigliosi, mi piace moltissimo la grafica.

un in bocca al lupo per la neonata esperienza di blogger!
ciao
panzallaria

barbara ha detto...

Ciao, grazie per i complimenti e per il link. Inserisco anch'io il tuo.
I disegni che affianco a ogni post sono di Vladstudio: progetto dell'artista digitale russo Vlad Gerasimov. Il link è qui a destra; sono straordinari, poetici e originali.

Torna presto a leggermi!

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