Lo slogan è: le donne non sono tutte uguali. E meno male che ce lo dice Miss Italia e che ce lo ribadisca il suo Patron, che poi quest'anno è una Patron"a".
Il femminismo raggiunge quest'anno, con Miss Italia, dopo mesi di escort, feste e festini di dubbio gusto, il suo apice. Ho scoperto che finalmente a condurre la manifestazione sarà per la prima volta una donna.
Straordinario; parlano proprio di eccezionale eccezionalità; fino a ieri le ragazze (divise, apprendo, in categorie quali "le romantiche" e "le vamp" tanto perché le donne, come da slogan, non sono tutte uguali) erano sapientemente guidate da uomini; alcuni anziani, altri più giovani, con la Miss uscente che, fortunata lei, faceva da valletta; con giudici uomini che restavano senza parole dinanzi alle splendenti fanciulle di turno e qualche donna che, meno male, individuava senza difficoltà le più piccole tracce di cellulite e puniva sottolineando in diretta i difetti. Spietate le giudici, ma all'occhio dell'esperienza non si può sostituire nulla.
Però, meno male che ci sono le donne che ancora sanno guardare ad un romantico tramonto con occhio sognante (e sull'uso improprio e a piene mani del termine "romantico" ci sarebbe da discutere giacché nulla ha a che vedere con il mellifluo languire davanti a un tramonto lo stracciarsi il cuore del Romanticismo), perché io a vedere mia figlia neonata che da nervosetta di stanchezza diventa placida e silenziosa davanti alle selezioni delle miss mi sento dentro delle per niente tranquille Sturm e Drang pur avendo di fronte la cristalliera di casa e non il tramonto.
Sono un po' stanca, decisamente stanca, di questo stucchevole brillio che si riflette nelle vite di ogni giorno, anche nella mia, per quanta resistenza io possa fare a che avvenga.
Sono stanca delle iperboli, delle giulive star che illuminano un così pesto orizzonte.
Vorrei un po' di verità; ho bisogno di spessore, come quando Elisa cerca con smania qualcosa di consistente da mordere per trovare sollievo dai dentini che spuntano. Ecco, vorrei che mi si offrisse qualcosa di gustoso e saporito, non della stopposa plastica di vento (merci Sacha).
E forse potrei sentirmi meno diversa, non trasandata ma naturale, non modesta ma semplice, e potrei smetterla di sentirmi in colpa per essere, per sentirmi, libera. Magari non mi dispiacerebbe nemmeno essere un albero tra gli alberi, piuttosto che sognare di sradicarmi dal contesto, e non mi peserebbe di affondare le mie radici in una fertile terra.
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3 settimane fa
1 commenti:
Proprio ora io e Iole abbiamo deciso che lei è una donna trendy e io sono vamp...ma secondo me siamo una donna barbona e una battona...
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