"Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe. "Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti".
Prima che nascesse Elisa ogni giorno era uguale all'altro, ciò che accadeva di giovedì poteva accadere anche di martedì o domenica. Ciò che faceva ogni momento somigliante all'altro era il suo poter essere indifferentemente "ora" o "più tardi".
Elisa ha bisogno di riti. Ed io con lei.
La mattina si sveglia e ci chiama con la sua voce morbida che rende anche gli strilletti della fame tenui. Ci chiama e ci aspetta nel suo lettino pancia in sù.
Io mi avvicino lentamente e intanto le auguro buongiorno, lei mi sorride appena il mio volto fa capolino dal paracolpi e afferra, non appena gliela porgo, la mia mano per sollevarsi.
Poi la prendo in braccio e assieme salutiamo le apette, le pecorelle appese al lampadario, la gufetta dalle piume dondolanti.
E sono cento meravigliati e meravigliosi sorrisi.
Sono riti da assaporare al mattino, ogni mattino, da gustare lentamente come si farebbe con una fetta di crostata di uvaspina.
Verso mezzogiorno comincio a preparare il mio cuore a quello spettacolo buffo che è il pranzo: Elisa gioca nel box; mastica qualsiasi cosa si trovi a portata di mano; io la sollevo e le chiedo se le vada di preparare la pappa assieme; lei sgambetta felice e agita le manine fino a quando non prende posto sul seggiolone. Le note di Pippo, che, non lo sa, ma quando passa ride tutta la città, profumano di carota e zucchina, olio buono e parmigiano. E niente è mai stato più saporito.
Prima che nascesse Elisa, ogni giorno era uguale all'altro, ciò che accadeva di giovedì poteva accadere anche di martedì o domenica. E pochi giorni, perché straordinari, assumevano una valenza poetica e indimenticabile. Sembravano quelli i giorni da ricordare, inusuali, speciali.
Non conoscevo l'importanza del rito e non sapevo mai a che ora preparare il mio cuore.
Adesso lo so. E godo della dolce, confortante, attesa di essere felice.
(La citazione iniziale è tratta da Il piccolo principe di Saint-Exupéry)
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3 settimane fa
8 commenti:
Pensavo che il mercoledì fosse meraviglioso perché il Castoro (supermercato) raddoppia i punti...
Ho sempre amato molto la volpe del piccolo principe... e la crostata di uvaspina, che non ho mai assaggiato (e non so se tu l'hai fatto;) ha il suono dolcissimo e magico di questo mondo di abitudini che si ripetono nuove con gli occhi nuovissimi della tua bimba palindroma :*
a
Cara a
la crostata di uvaspina è una rara prelibatezza.
Ma non appena capiterà l'occasione la mangeremo assieme. :)
che dolcezza trasmetti, cara babi, vorrei durasse in eterno...purtroppo poi ho letto il commento di massimo che fa troppo troppo ridere...e bonanotte dolcezza. GRANDE MASSIMO! AHAHAHAHAHAH
CLAUDIA
spero che la tua dolcezza quando parli di Elisa, il tuo bisogno di riti, sia presente da ora in poi in tutte le tue giornate, perché sono convinta ti aiuterà a superare l'avere meno tempo, il dover fare più cose. Fai in modo che il sorriso di Elisa sia sempre davanti ai tuoi occhi.
Ciao zia, che piacere trovare qui le tue parole. Non l'avrei mai immaginato! è stata una bellissima sorpresa.
Claudia, non assecondare Massimo, ché quello poi si esalta...
hai ragione ma non ci sono riuscita...hihihi....mmmmm
cla
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