in fact. I didn't know that cats could grin...

lunedì 14 settembre 2009

Non ricordo quanto tempo fa, di preciso, io abbia scoperto Pet Society, uno dei giochi più famosi della PlayFish su Facebook.
Per chi non lo conosca si tratta di una sorta di Tamagotchi in grande: si crea un Pet (un cucciolo) il quale vive in una propria casa (con giardino), indossa vestiti, prende parte a delle gare sportive ecc.
A differenza del Tamagotchi questo cucciolo non muore mai. Del Tamagotchi ci si doveva prendere cura, sfamarlo, pulirlo. Il Pet, invece (sebbene se non lo si lava si riempia di mosche ronzanti), puoi lasciarlo lì a languire di fame anche per mesi; al tuo ritorno sarà allegro come se vi foste separati un giorno prima e subito pronto a uscire di casa per far compere!

Perché quei furbastri della Playfish sono dei geniali intenditori dell'animo umano e lo sanno stuzzicare per bene. Il Pet ha una propria casa, vuota, da arredare con mobili e accessori vari che può personalmente acquistare con i soldini che si è guadagnato scommettendo alle gare, gareggiando egli stesso, andando a trovare gli amici.
Perché sì, e questo è ciò che mi turba, Pet Society ti suggerisce un'immagine dell'amicizia che non è propriamente quella che vorrei riuscire a infondere a mia figlia: se vai a far visita ai tuoi amici ti pagano. Non vai per fare due chiacchiere, per ridere, per giocare a monopoli. Vai un momento, ti fai un giretto per le loro case (così sale anche l'invidia e vai subito a comprare dei mobili più belli) guadagni 20 o 30 monete e te ne vai.
In fondo, però, si tratta di un gioco al quale mia figlia è ben lungi dal giocare. Non c'è nessuna ragione per cui io mi senta in pensiero; nondimeno è un gioco con milioni di partecipanti ed è certo specchio della contemporanea tendenza al consumismo sfrenato, il che, sì, mi preoccupa.

Inoltre, da qualche tempo, in tutti i giochi PlayFish è possibile acquistare monete da pet con monete da uomini. E, per assurdo, gli oggetti che si possono acquistare con i soldi veri costano tanto di più quanto più sono inutili. Anche questo è sconfortante. Nel senso che se vuoi comprare un ferro da stiro lo paghi 100, se vuoi un cuscino per il divano 3000.

Io tremo al pensiero del momento in cui Elisa avrà l'autonomia per accedere a questo tipo di "passatempi" e subire, inconsciamente, la pressione di una società in cui tutto si può comprare, in cui ogni cosa che si fa deve rendere qualcosa, altrimenti non vale la pena farla; tremo dinanzi a questi specchi profumati e brillanti di un'umanità alienata che per certi versi esiste realmente e dalla quale, fortunatamente, in qualche modo, ma non so ancora come, potrò cercare di proteggerla.

Perché continuo a tenere in vita il mio pet? In fondo potrei semplicemente eliminare l'applicazione e scomparirebbe... Perché le mie giornate sono dense e piene di cose utili. E ho bisogno di qualche inutilità di tanto in tanto; ho bisogno di poter perdere cinque minuti al laghetto virtuale con il mio casual e sorridente pet, e sia mai che prima o poi riesca a pescare uno dei bellissimi pesci geneticamente modificati a forma di zucchina...

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Non so che dire... è tutto vero, ma è anche vero che mi piacciono i dolcetti che crescono sugli alberi, i pesci a forma di zucchine, e andare a dare un bacetto a tutte le pet.
un'affezionatissima renna viola
Zoo

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