Si avvicina il giorno del mio ritorno in ufficio. Non ci saranno più le mie colleghe; non ci saranno più le pause caffè, le chiacchiere, i sorrisi. E io sarò disabituata agli ambienti vuoti di calore e pieni di tracotanza.
Il pensiero del ritorno mi smarrisce; vorrei dilatare il tempo e concentrare in questi ultimi giorni la sensazione di leggerezza che per tutti questi mesi ho lasciato che mi scivolasse addosso inconsapevolmente.
Elisa va all’asilo. Da ormai 4 giorni trascorriamo qualche ora assieme ai bimbi e alle maestre del nido. È disarmante osservare da un angolo, in disparte, come la propria bambina sia in grado di sentirsi a proprio agio, di sorridere, mordicchiare tutto quello che le capita a tiro, lallare allegra.
È disarmante e commovente al contempo. Vivo dei momenti di profonda e intima emozione; e ogni volta, sempre, quando le maestre mi guardano e si complimentano per la serenità, l’autonomia e la sicurezza che la mia bambina dimostra sento come un calore dolce e allo stesso tempo imbarazzato che mi avvolge gola e cuore. Gli occhi mi si velano di lacrime e non posso fare a meno di sorridere incantata.
Ma cos’è che mi incanta? L’allegra vocina della mia bimba? La gonfia soddisfazione di aver fatto bene, di essere riuscita in quello che un annetto fa ritenevo impossibile? La leggerezza del pensiero, di poter essere tranquilla perché tutto andrà bene?
Oppure resto incantata dal tenue azzurro di questi giorni con lei, con Massimo, con le mie rassicuranti pareti?
Temo il disincanto, temo di spezzare un’armonia faticosamente costruita con sacrifici e dedizione; temo di rompere un equilibrio e m’immagino funambola, novella Petit, su un filo sottile e teso; ardita e sicura ma con un bilanciere stracarico da emozioni e timori che rende il mio passo ardito tentennante, e mi blocca a mezz’aria, sospesa tra quello che sono e quella che probabilmente dovrei essere.
Mi smarriscono l’indifferenza, le risposte scontate. E mi smarrisce l’assenza.
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3 settimane fa
1 commenti:
Il distacco è doloroso. Ogni volta. Ogni giorno. Piacere e dolore si fondono e si confondono. Tornare nella gabbia, unica belva, rende il distacco da tua figlia, quasi drammatico. Sorgerà un sole diverso?
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