Quante cose inutili si possono accumulare negli anni e a quante, nonostante il loro completo inutilizzo, siamo morbosamente affezionati tanto da non riuscire a disfarcene?
Io penso di essere una delle maggiori accumulatrici di inutilia dell'orbe terracqueo. Di anno in anno (quando certe fragilità personali lo richiedono) cerco di eliminarne un po'. Di buona lena smisto, ordino secondo categorie e medito su ciò che davvero mi sia necessario o meno.
Di solito c'è il settore trucchi, il settore vestiti (con svariate sottosezioni), quello delle scarpe e, infine, quello degli oggetti.
Non butto mai via niente e i cassetti si affollano e intasano.
Questa mattina ho buttato tutto senza nemmeno pensarci. Dai cassetti, dagli armadi, dagli scaffali direttamente nelle buste e poi di filato nella spazzatura. Senza categorie o valutazioni varie su un possibile, probabile, futuribile riuso.
I sacchetti nell'ingresso mi giudicavano, sono certa con biasimo. Ma i giudizi dopo una certa ora mi fanno poco effetto.
Sono sicura che questo (non il sentirsi giudicata dai sacchetti, questa difficoltà a separarsi dagli oggetti) abbia un nome, sia una sindrome. In un altro momento mi sarei sentita sollevata: ho battuto una pessima abitudine che redeva manifesta la mia fragilità. Ma oggi no, mi dispiace separarmene e non sono affatto, affatto, forte.
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3 settimane fa
4 commenti:
te ne pentirai fra qualche tempo, a me succede sempre ;)
ale
sì, te ne pentirai, può darsi. ma hai fatto bene. ogni tanto questi slanci di coraggio occorrono. va fatto. assolutamente. per far posto al nuovo.
A.
Babi, ma che ti prende? Perché questo bisogno di vincere sfide contro te stessa? la tua fan numero uno, Cla.
Mia adorata fan numero uno. Rispondo immantinentemente: mi sto antipatica!
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