"Pace non trovo e non ho da far guerra
e temo, e spero; e ardo e sono un ghiaccio;
e volo sopra 'l cielo, e giaccio in terra;
e nulla stringo, e tutto il mondo abbraccio."
Di questi versi ho sempre amato il chiasmo. È l'incrocio reale delle parole e quello figurato dei concetti in cui mi rispecchio. Se esistesse il verbo chiasmare lo farei mio.
Nella mia mente s'incrociano le sensazioni e desidero fortemente trovare un equilibrio che mi permetta di considerare le circostanze con lucidità. Col passare dei giorni ritrovo armonia e leggerezza ma appena incontrate mi sfuggono e temo che possano sparire, per sempre, lasciarmi sola a guardarmi attorno confusa.
Basta un nulla e il buonumore cui mi ero predisposta scompare.
L'aria è tersa ma fredda, dovevo stendere delle lenzuola e l'ho fatto dalla finestra che da sul cortile.
Nel cortile alloggiano tre gatti, bellissimi, fulvi. Ogni volta che m'affaccio, e con me Linus, il mio gatto, dialogano vivacemente con noi, perlopiù, così mi pare di intendere, chiedendo cibo.
Ma è inutile che glielo dia io il cibo ai tre gatti fulvi perché a nutrirli ci pensa una gentile signora che direttamente dal suo balcone lancia a piene mani (letteralmente a piene e nude mani) spaghetti al sugo, frattaglie e, quando fa davvero freddo come oggi, brodino. A questi tre lanci ho assistito, gli altri li desumo da ciò che rimane per giorni in cortile schifato dai gatti e molto gradito a cornacchie, gabbiani, merli, passeri. D'estate lascio alla vostra immaginazione ciò che può accadere con questi rifiuti sotto alla finestra.
Conto sempre fino a tre, perché pare che sia giusto così per addolcire il tono, ma nonostante questo mio contare io sento necessario spiegare alla signora che non è così che ci si prende cura dei gatti. Di rimando la signora non conta mai fino a tre. Oltre a usare questi piacevoli scambi per apprendere delle colorite espressioni in romanaccio poco mi resta da fare se non innervosirmi e perdere nella concitazione dell'evento dalle 4 alle 5 mollette.
Vorrei essere come una di quelle antologie per le scuole medie, con dei bei versi allineati e ordinati per tempo, scuola, intenti. Con una rassicurante introduzione programmatica negli intenti e rassicurante nel metodo.
E invece sono un guazzabuglio di parole sparse e nulla stringo e tutto il mondo abbraccio.
Pace non trovo e non ho da far guerra
Petrarca, Canzoniere CXXXIV
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3 settimane fa
5 commenti:
:D
PS m'interesserebbe il lancio del brodino...
ale
Come effettuare il lancio del brodino:
Prendere la scodella con il brodo rimasto dalla cena e suotarla con grazia giù dal balcone. Con l'ausilio di una mano a tua scelta raccogliere i capellini d'angelo rimasti sul fondo e lanciare anche quest'ultimi. Sgrullare (in onore ai miei lettori toscani) poi la mano e inveire contro la tua dirimpettaia che stende nervosamente i panni.
se riuscirò a venire da te non farmi affacciare sul cortile, mi ricorderei del brodino e degli spaghetti.
Non avresti bisogno di ricordarti. Sono certa che non sarà quello stesso brodino, ma qualche altra cibanza ci sarà di certo!
:)
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