Nel paese dei mostri selvaggi. Ecco dove dovrei abitare per un po'.
Leggevo questa mattina l'albo illustrato di Maurice Sendak che ho regalato a Elisa perché dovevo scriverne una recensione e sulle prime ne apprezzavo le illustrazioni, la storia. Poi sono stata sopraffatta da una pulsione ideale a travestirmi da lupo, balzare su una barchetta rossa e solcare le onde del mare per un anno e più alla volta del paese dei mostri selvaggi.
Mi avrebbero accolta digrignando i denti, questo è sicuro, ma sono altrettanto certa che non avrei impiegato molto a diventarne la regina.
E allora invece di rimettere a posto un armadio in ordine o mangiare con frenesia un cibo che assaporato con cura sarebbe delizioso e invece risulta sciapo, potrei semplicemente scagliare qualsiasi, ingombrante, cosa dove mi pare e quando mi pare senza che nessuno possa dirmi che sbaglio o che sono una creatura selvaggia.
Non lo so, davvero non lo so, se riuscire a capire che controllare le proprie emozioni sia la soluzione giusta a un disagio che mi sembra banale definire esistenziale, dovrei sforzarmi per arrivare a determinate, mature, conclusioni. Avverto il peso di ciò che mi accade attorno. Non so modellare la roccia.
Per ora m'abbandono a una bella ridda sfrenata di immaginazione, e chissà che non mi curi.
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3 settimane fa
4 commenti:
Oggi ho ripescato le mie "Ricette Barbare" raccolte a Pisa, ho preparato quel tuo magnifico tortino al cioccolato dal cuore morbido. Ne ho fatti due, e li ho mangiati selvaggiamente e freneticamente... e mi sono rimessa a lavorare...
a.
Degna amica selvaggia di creatura selvaggia.
E andiamoci in questo paese delle creature selvagge, vengo anch'io. Però il re lo faccio io.
E io ti amo così tanto che credo ti mangerò!
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